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La Jihad del Sudan
29 Luglio 2004

Giusto in tempo per il 10° anniversario del genocidio in Ruanda,in larga parte ignorato,la comunità internazionale comincia ad accorgersi del genocidio in corso in Sudan.
Per quanto positiva possa essere l'attenzione ad esso dedicata dal New York Times e dal Washington Post,nessuno si ricorda che questo è il secondo genocidio sudanese in poco tempo.
 
Il primo è costato la vita a circa 2 milioni di cristiani ed animisti africani nel Sud del paese.
Può darsi che non si noti,ma quello nel Darfur è il 3° genocidio ignorato da Kofi Annan:Ruanda,Sudan 1 ed ora Sudan 2.
 
Circa 100 mila persone sono state uccise finora in quella regione.
Dal prossimo autunno forse il numero protrebbe addirittura raggiungere i 3 milioni tra assassinii,espulsioni forzate e mutilazioni.
Nonostante ciò,Anna dice che 'non si può ancora parlare di genocidio e pulizia etnica'.
 
C'è un'altra parola che egli non ha ancora usato per descrivere ciò che sta avvenendo.
Per 10 anni il regime sudanese ha dichiarato ciò che ama definire una 'Jihad contro i cristiani e gli animisti' del sud.
 
Una fatwa del 1992 lanciata da un gruppo di imam filo-regime diceva: 'Un ribelle che ha abbandonato l'Islam è considerato un infedele che lotta contro la diffusione dell'Islam e perciò ci sentiamo liberi di ucciderlo'.
 
Questa frase è stata poi la giustificazione data dal regime per quanto riguarda il genocidio contro i cristiani nel Sud;oggi la Jihad è contro i mussulmani del Darfur,"colpevoli" di praticare un Islam moderato contrario a quello Talebano del regime.
 
Annan non ha ancora riconosciuto questa come una vera e propria Jihad.
Questo è solo una delle tante dimostrazioni che queste Nazioni Unite stanno divenendo sempre più dannose.
Gli altri stati islamici per ora rimangono zitti.L'unica volta che hanno condannato un altro paese islamico è stato quando l'Iraq invase il Kuwait.
 
Gli europei ed i cinesi hanno interessi petroliferi in Sudan, che fanno sì che non arrivi alcuna condanna anche da loro.
La Francia,contraria a sanzioni contro quel regime,investe in quel paese,attraverso la compagnia petrolifera Elf Total.
 
Se si visitano i siti di Amnesty International,Human Right Watch,Fisici per i Diritti Umani e Oxfam,si nota come essi si rifiutino di criticare l'Onu in maniera netta,puntando il dito più contro l'inerzia degli Usa e dell'Europa occidentale,che contro i massacratori stessi.
 
Sopratutto,non chiamano questo genocidio con il suo vero nome:Jihad.
Una ragione in più per riformare l'Islam.
 
Finchè non lo si farà,si darà carta bianca al "lavoro" in corso.
Cercate la parola Jihad sul sito di Amnesty e troverete un articolo su israele che maltratta un take chiamato Jihad Shaker Abu Ayeh e mebri di gruppi terroristici come la Jihad islamica.
 
Human Right Watch analizza la questione solo in termini economici ed etnici,nonostante gli assassini stessi abbiano detto trattisi di una vera e propria Jihad.
Perciò,le stesse persone che dovrebbero dirci la verità-cioè che l'Onu non è più il guardiano dei diritti umani-non lo fanno.
 
Perchè?
Sono illusi che la pace possa essere conquistata come dicono loro che non vedono in faccia la triste realtà del mondo del dopo 11 Settembre?
 
Pare proprio di sì.
Le vittime sono i neri africani del Darfur ed i carnefici sono fondamentalisti islamici arabi.
 
I fondamentalisti operano con impunità di fronte ad un mondo che si rifiuta di chiamare il genocidio in corso con il suo vero nome.
Quanti dovranno ancora morire prima che Annan e la comunità internazionale lo riconoscano?