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Introduzione

Un'economia libera
 
Il nostro paese è stato governato per oltre 50 anni da più di 56 governi.Tuttavia,nel corso di questi decenni,l'Italia è passata dal boom economico dei primi anni del dopoguerra,in gran parte ciò era dovuto al Piano Marshal,ad un lento declino economico,oltre che politico.
Sono cambiati i governi,ma i problemi sono più o meno rimasti gli stessi,ignorati per troppo tempo,fino ai giorni attuali.
 
Crediamo che i problemi economici che attanagliano il nostro paese siano dovuti ad un sistema economico inadatto a competere a livello globale e troppo inefficiente e burocratico per soddisfare le esigenze del paese e del suoi cittadini.
Noi crediamo in una economia di libero mercato,dove lo Stato gioca un ruolo marginale nella vita dei cittadini e della società.
 
Siamo a favore di un sistema economico "americano",basato su un economia libera e su uno Stato minimo e necessario.
Un sistema nel quale i cittadini costruiscono il destino del proprio paese attraverso il lavoro ed il senso del dovere.
Siamo contrari,invece,all'attuale sistema economico e politico "all'europea",basato su un dannoso assistenzialismo ed uno statalismo soffocante,complice di un alta percentuale di disoccupazione e malessere sociale che testimoniamo oggi,oltre che della crescita zero della nostra economia e di quella europea,comparata a quelle americane e giapponesi che stanno attraversando un periodo di forte crescita e ripresa.
 
Crediamo inoltre che il potere dei sindacati e dei poteri forti debba essere drasticamente ridotto e con esso anche la loro influenza sulle scelte decisionali che un governo responsabile deve prendere per il benessere del proprio paese.
 
Pensiamo che sia giunto il momento di batterci in prima persona per far si che questo cambiamento diventi realtà,poichè crediamo che i politici attuali non abbiano la capacità nè la volontà di farlo.
 
Pensiamo che sia giusto essere parte attiva e non passiva di questo cambiamento.
 

Opinioni,Editoriali,ReportageNews,Lettere